Inchiesta al nostro CEO

Intervista a Claudio Zilich

Sul numero di gennaio/febbraio 2020 di Logistica Management, Cecilia Biondi intervista Claudio Zilich, Amministratore Delegato nella quale “tirare le somme” sull’anno passato, sia dal punto di vista generale che particolare, e avanzare idee e prospettive per il prossimo.

Tra i vari temi alla moda (stampa 3D, la mobilità elettrica, la blockchain, l’intelligenza artificiale, la guida autonoma e la robotica…), quale sarà secondo Atomos Hyla l’elemento dirompente, quello che davvero trasformerà in modo radicale lo scenario in cui operate, tecnologico oppure operativo? E su quali orizzonti temporali?

Atomos Hyla è una delle aziende del Gruppo Sedapta, una realtà che è nata nel 2014 mettendo insieme le competenze di alcuni soci principali che avevano già una notevole esperienza sul mercato della supply chain e nella Manufacturing Operations Management. La missione del gruppo è oggi quella di portare sul mercato soluzioni software diversificate e complete, sia direttamente che mediante partner e system integrator, per tutte le esigenze della supply chain. Il gruppo è andato via via ampliandosi con nuove acquisizioni: e dall’unione di Atomos con Sintec e con Hyla Software, di cui io stesso ero alla guida, è nata Atomos Hyla, una realtà che oggi mette insieme le caratteristiche proprie e le competenze specifiche nel manufacturing IT delle tre aziende fondanti, dalle quali è nata una suite completa in grado di coprire tutto il percorso che va dalla gestione della domanda fino alla movimentazione dei prodotti finiti e delle materie prime. 

In un contesto di mercato che, sia in Italia che a livello mondiale, negli ultimi anni ha mostrato segni permanenti di incertezza e turbolenza, le aziende hanno maturato un’idea ben chiara: l’importanza di puntare su una competitività sempre crescente, perché è con questa che si reagisce agli imprevisti. Non solo: altro obiettivo sempre più stringente per le aziende è la riduzione dei lead time, quindi la possibilità di fare arrivare i prodotti sul mercato nel minor tempo possibile. 

La competitività porta direttamente al concetto di fabbrica intelligente, e quindi a tutto ciò che si può indicare con automazione, interconnessione, integrazione di sistemi e di processi. 

Vediamo allora qual è l’innovazione tecnologica che Atomos Hyla mette a disposizione delle aziende in termini di Industry 4.0 e fabbrica intelligente. 

La nostra suite di prodotti consente di gestire le fasi di S&OP e quelle di Manufacturing Operations Management, con in più un approccio trasversale chiamato Digital Backbone. 

Con il S&OP ci rivolgiamo alla gestione della domanda: dall’analisi dei dati storici di vendita delle aziende, ad una parte collaborativa che consente alla struttura marketing e commerciale di modificare l’andamento storico, per ottenere previsioni della domanda più accurate. Abbiamo degli strumenti che consentono di fare la cosiddetta datazione degli ordini, che consente di quantificare la disponibilità del materiale ordinato o la capacità di produrre nei tempi richiesti in base alle domande che arrivano. Una volta recepiti gli ordini, la nostra infrastruttura consente di gestire la pianificazione delle risorse, sia come linee di produzione, che come manodopera, che come materie prime o semilavorati; a questo serve la gestione dell’inventory, che prevede anche la gestione dei livelli di scorta desiderati, e una pianificazione che rimane a livello “alto”, traguardando un orizzonte temporale medio-lungo al fine di mantenere l’azienda sempre pronta a reagire alle variazioni di mercato. A tutto questo si associa anche la gestione dei fornitori, sia di materie prime, che di manodopera o di servizi nel caso in cui alcune fasi di lavorazione siano effettuate esternamente. 

Con il Manufacturing Operations Management, la pianificazione scende a breve termine: che cosa devo produrre la prossima settimana? E come faccio a produrlo con la massima efficienza, sfruttando al meglio le mie risorse produttive? A questo serve lo schedulatore. Lo shop floor monitor è poi la parte di suite che permette di interfacciare il sistema con il “campo”, la produzione vera e propria, integrando l’attività delle macchine e il lavoro delle persone sulle linee. In questo modo si registrano i dettagli degli ordini di produzione in base ai codici lotto, in modo da sapere sempre con quali lotti di materie prime è stato prodotto un certo lotto di prodotto finito. Per fare questo serve un apparato hardware dotato di adeguate caratteristiche industriali, per esempio in termini di livelli di protezione IP. A questo si dedica Sedapta-osys, l’azienda che nasce da un’acquisizione ad hoc effettuata in Francia, produttrice di una gamma completa di hardware di raccolta dati, specializzati nel settore food ma disponibili in base a tutte le specifiche esigenze degli ambienti industriali. 

Il Digital Backbone è infine la linea intelligente che attraversa tutti i processi: per noi si chiama OSA, Orchestrazione Supporto Analisi. Questo, direi, il nostro plus, rispetto a quelli citati prima, che in sostanza sono strumenti software che realizzano delle specifiche funzionalità. L’approccio OSA ci consente di integrare e interfacciare tutti questi strumenti software con l’attività delle persone. Parliamo dunque di ottimizzazione delle varie competenze e di coordinamento delle attività.

Con Skillaware, ad esempio, possiamo implementare diversi livelli di supporto sull’utilizzo del software, con una sorta di guida on line all’uso del software; mentre la funzione Analytics consente di analizzare i dati che provengono in qualunque modo dai vari sistemi, per orientarsi e dare significato ai dati raccolti. 

La parte OSA, di orchestrazione dei processi, e in particolare di Analytics, è quella che rispecchia più fedelmente quello che noi intendiamo con fabbrica intelligente. Innanzitutto vengono interconnesse le persone rispetto ai task, all’interno dei processi aziendali. Con Analytics invece abbiamo delle dashboard che mostrano l’insieme di tutti i dati, dal livello campo fino a tutti i livelli successivi: dagli schedulatori ai pianificatori fino ai top manager, i dati sono sempre a disposizione per prendere decisioni strategiche.

Questo dunque l’aspetto caratterizzante della nostra suite: la capacità di fornire uno sguardo olistico, che comprende l’oggi e il domani, le macchine e le persone, i materiali e i processi; e la fabbrica è intelligente quando comprende anche i materiali, mettendo insieme industria 4.0 e soprattutto logistica 4.0. Riprendendo quanto detto all’inizio, le parole chiave della tecnologia per noi sono sì automazione – e non solo quella delle macchine o dei PLC, ma l’automazione dei processi che si ottiene con strumenti software – ma anche e soprattutto interconnessione e integrazione. Quelle che mi consentono di raccogliere i dati generati dall’impianto per metterli a disposizione in modo veloce e fruibile a tutta l’azienda.

Quali saranno gli impatti delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro: come affrontate questo tema? Quali sono le competenze che cercate, i contratti che perseguite, le professioni che ritenete più strategiche nell’era della logistica 4.0?

Ora, è anche importante capire quanto le aziende siano veramente allineate con questo tema, in modo da modellare il nostro approccio sulle reali esigenze del mercato. Per fare questo, abbiamo collaborato con il RISE Lab – Research & Innovation for Smart Enterprises – dell’Università degli Studi di Brescia, ai progetti di ricerca in tema Industria 4.0 e Logistica 4.0. Come abbiamo letto dai report pubblicati sul tema, il livello di adozione di progetti avanzati è sembrato essere consistente, anche se nell’analisi dei dati è emersa una certa disparità di approccio. Le PMI in particolare fanno fatica a stare al passo con le innovazioni, e soprattutto, vi è una notevole criticità legata al cambiamento della cultura aziendale e alla necessità di trovare le risorse umane in grado di condividere e contribuire realmente al raggiungimento degli obiettivi di digitalizzazione che l’azienda vuole intraprendere. Dalla ricerca emerge dunque in modo abbastanza chiaro che le persone possono essere un po’ un ostacolo sulla strada del 4.0. 

A questa situazione si risponde con progetti di formazione. Ad esempio, nel 2019 abbiamo organizzato un corso di due mesi rivolto a neolaureati, nel quale abbiamo toccato tutte le tematiche legate al discorso fabbrica intelligente e industria 4.0. Naturalmente partiamo da neolaureati nei rami dell’ingegneria o discipline a noi vicine; ma anche con questa preparazione di base, i temi del 4.0, della fabbrica intelligente e dei valori legati ad automazione, interconnessione e integrazione, non sono affatto cose scontate. Il progetto, realizzato presso la nostra Academy di Sestri Levante in collaborazione con l’università di Genova, era finalizzato a colmare questo skill mismatch fra digitalizzazione avanzata e persone in grado di gestirla presso la sede del cliente.

Seconda criticità importante è quella che avviene presso il cliente: ed è la questione del change management. Questo è secondo noi un altro concetto fondamentale, che cerchiamo di mettere bene a fuoco insieme al cliente. Una volta scelta la giusta soluzione, bisogna stare molto attenti a come portarla in pratica, anche dopo aver individuato le persone adatte a farlo: perché ogni novità porta con sé un rischio di rifiuto, almeno iniziale. Non bisogna solo introdurre le informazioni, ma anche coinvolgere le persone in profondità, per far comprendere loro che cosa devono imparare a fare e soprattutto perché. A mio avviso questo è un punto cruciale e anzi, per quello che ho sperimentato nella mia vita lavorativa, non solo in relazione alla fabbrica 4.0, la gestione del cambiamento può essere il delicato crinale fra successo o insuccesso dei nuovi progetti.

La classica e immancabile domanda di bilancio. Quale commento potete dare all’anno appena trascorso, per quanto riguarda la vostra azienda o la realtà di cui fate parte? Quale augurio e aspettativa particolare potete esprimere per l’anno che sta per cominciare?

Già nel 2019, ci aspettavamo il “sorpasso”, come attività aziendale, dei sistemi S&OP rispetto all’area Manufacturing Operations Management. In realtà questo non è avvenuto, e probabilmente non avverrà neanche nel 2020. L’attenzione da parte delle aziende è ancora rivolta in modo consistente ai discorsi della fabbrica intelligente e del 4.0. 

È vero che questa attenzione è pilotata dagli incentivi stanziati dal governo ancora per il prossimo biennio, quindi si sfrutta ancora un fattore di convenienza che ha portato le aziende, quanto meno, a ragionare su questi temi. Alcune, è vero, iniziano un percorso di 4.0 per accedere all’iperammortamento; molte di queste però si rendono conto ben presto che il valore di questi progetti va ben oltre quello fiscale. Ma questo è anche il grande merito degli incentivi economici: contribuire a mettere le aziende nella giusta direzione, che sia per un motivo o per l’altro. 

Ed è anche per questo che, fin dall’inizio dell’anno, abbiamo riscontrato un buon interesse da parte delle aziende a proseguire sulla strada dell’industria 4.0.