La Smart factory scommette sul team

Intervista a Massimiliano Fiori

Giorgia Pacino intervista Massimiliano Fiori, Delivery Unit Director sul n°4/2020 di Sistemi&Impresa a proposito di “Mettere insieme algoritmi e processi. La Smart factory scommette sul team”: le fabbriche intelligenti hanno bisogno di competenze specifiche sui dati, ma necessitano anche di figure di raccordo con il mondo della produzione e la strada verso la trasformazione passa per gruppi di lavoro interfunzionali.

Figure ibride per gestire un ecosistema integrato

Lavorare attraverso team interdisciplinari potrebbe essere il primo passo per creare figure ibride che abbiano sensibilità su diversi temi. “Ci sarà sempre un esperto di processo e di produzione, ma anche chi ricopre questo ruolo dovrà acquisire competenze sui processi informativi che accompagnano la digitalizzazione”, sostiene Massimiliano Fiori, Delivery Unit Director di Atomos Hyla del gruppo sedApta. “La continua evoluzione delle tecnologie deve accompagnarsi ad una grande apertura mentale e alla capacità di recepire e far proprio il nuovo mondo”. 

L’adozione di strumenti collaborativi o modelli matematici che consentono di fare previsioni sull’andamento della fabbrica, così come la disponibilità di soluzioni di planning, pianificazione e inventory che danno indicazioni su capacità produttiva e organizzazione delle linee, ha fatto emergere l’esigenza di figure nuove che possano relazionarsi con un ecosistema altamente integrato. “Il capo reparto e, a livelli più alti, il Responsabile di produzione e il Responsabile operation hanno necessità di avere report e dashboard per esaminare la situazione della produzione in real time e a consuntivo. Noi cerchiamo di realizzarlo attraverso strumenti di control tower che consentono di analizzare i flussi e guidare gli operatori a tutti i livelli”. Se una volta il padrone scendeva in fabbrica per controllare il lavoro degli operai, ora è fondamentale aver davanti agli occhi dati oggettivi, per sapere se la produzione sta procedendo in maniera corretta. 

“La digitalizzazione ha portato una richiesta di skill maggiori: tra le soft skill, il problem solving è uno degli aspetti più importanti, insieme alla responsabilizzazione degli attori all’interno della fabbrica. Tutti diventano un po’ dei piccoli imprenditori: si innescano meccanismi virtuosi che consentono a ciascuno di interagire in maniera proattiva e ad indurre atteggiamenti positivi rivolti alla risoluzione dei problemi”. A ciò si aggiunge anche la capacità delle persone di essere interdisciplinari e affrontare più ambiti anche al di fuori del proprio settore.